Vantaggi e svantaggi su pratica Agricoltura Blu

Vantaggi

Dall’applicazione dell’Agricoltura Conservativa derivano molti vantaggi, alcuni dei quali (aumento delle rese, della biodiversità, ecc.) diventano evidenti quando il sistema si stabilizza.

• Le riserve di carbonio organico, l’attività biologica, la biodiversità aerea e sotterranea e la struttura del suolo, riscontrano tutte un miglioramento. Una maggiore attività biologica porta alla formazione di macrobiopori ben connessi ed essenzialmente verticali, che aumentano l’infiltrazione dell’acqua e la resistenza del suolo alla compattazione. Il degrado del suolo – in particolare, l’erosione e il ruscellamento – diminuisce notevolmente, portando spesso a un incremento delle rese. Una minore perdita di suolo e di nutrienti, unitamente a una più rapida degradazione dei pesticidi e a un maggior adsorbimento (determinato da un aumento del contenuto di sostanza organica e dell’attività biologica) comporta a sua volta un miglioramento della qualità dell’acqua. Le emissioni di anidride carbonica (CO2) diminuiscono a seguito del ridotto utilizzo di macchinari e del maggiore accumulo di carbonio organico. Le pratiche di agricoltura conservativa potrebbero sequestrare tra i 50 e i 100 milioni di tonnellate di carbonio l’anno nei suoli europei, l’equivalente delle emissioni prodotte da 70-130 milioni di automobili.

• I costi di manodopera ed energia relativi alle operazioni di preparazione e sarchiatura dei terreni diminuiscono notevolmente.

• La necessità di fertilizzanti e gli interventi per il recupero dei terreni diminuiscono.

Svantaggi

• Generalmente occorre un periodo di transizione di 5-7 anni prima che un sistema di agricoltura conservativa raggiunga l’equilibrio. Nei primi anni si può assistere a una riduzione delle rese.

• Se non vengono presi in considerazione i fattori stagionali, l’uso inappropriato di sostanze chimiche può aumentare il

rischio di lisciviazione dovuto al più rapido movimento dell’acqua attraverso i biopori.

• Qualora le rotazioni e/o le varietà colturali e la copertura del suolo non vengano adeguate a livelli ottimali, può essere necessario ricorrere ad una maggiore quantitá di sostanze chimiche per controllare le erbe infestanti e i parassiti.

• Nel periodo di transizione, le emissioni di protossido di azoto (N2O) aumentano.

• Gli agricoltori devono effettuare un investimento iniziale in macchinari specializzati e devono poter accedere, a costi ragionevoli, alle sementi di colture intercalari adattate alle condizioni locali.

• Gli agricoltori devono ricevere una formazione esaustiva e devono avere accesso a servizi di consulenza agronomica specializzati. Rispetto all’agricoltura tradizionale, è necessario un radicale cambio di impostazione.

ulteriori informazioni su info@asmedia.it

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