Consumo del suolo e agricoltura conservativa

Consumo del suolo e agricoltura conservativa

Una delle principali cause  di degradazione del suolo è l’erosione idrica superficiale accelerata nei suoli agricoli, è un fenomeno che si manifesta in modo evidente e con continuità. Il fenomeno si manifesta prevalentemente come erosione diffusa, ma esistono aree interessate da erosione incanalata .  Il rischio di erosione effettiva espresso in classi di perdita di suolo va da un valore fino a 40 t/ha/anno.
Gran parte della superficie agricola colpita dalla erosione idrica è coltivata a seminativo e da terreni pascolativi degradati per il pascolo intensivo. Il normale tasso di formazione del suolo agrario è valutato nell’ordine di una tonnellata per ettaro ogni anno, per cui sono necessari oltre 100 anni per costituire un centimetro di nuovo soprassuolo. Il suolo è quindi una risorsa naturale non rinnovabile, soggetta a processi di degrado in primis l’erosione, che va tutelata per le numerose funzioni che svolge, sia per i servizi essenziali per le attività umane, sia per la sopravvivenza degli ecosistemi.
L’agricoltura conservativa può dare un contributo significativo per contenere l’erosione idrica diffusa, migliorare la struttura fisico-chimica del terreno ed incrementare le produzioni.

Introdotta in Italia  circa trent’anni fa, la tecnica  consiste in una serie di pratiche  agronomiche che permettono una migliore gestione del suolo, limitando gli effetti negativi sulla composizione, sulla struttura ,sul contenuto di sostanza organica  e soprattutto sull’entità del processo di erosione e la conseguente degradazione.

 

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