Agricoltura Blu

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colesterolo

Il bergamotto

Il bergamotto, agrume che ottiene le peculiarità tipiche se prodotto nella Calabria jonica, provincia di Reggio Calabria, non si produce in nessuna altra zona al mondo, si conferma sempre più duttile: ottiene spazio, oltre che nella cucina, tra gli alimenti definiti funzionali, ossia quei cibi che possono vantare effetti benefici per la salute. Queste peculiarità, e la presenza di oltre 350 componenti chimici naturali, sono dovute la particolare microclima che gode questa parte di regione calabra. Vano è stato finora l’impianto agricolo in altre parti del mondo, comprese altre zone della stessa Calabria, il bergamotto matura solo in 50 km di costa jonica.

L’agrume, conosciuto ai più per il suo uso in cosmetica, in realtà è un infinito serbatoio di sostanze utili per il benessere, tra cui la possibilità di tenere sotto controllo e ridurre i livelli di colesterolo cattivo, o LDL.

Ad aver rimarcato queste qualità sono stati gli scienziati italiani dell’Università Magna Grecia di Catanzaro che hanno condotto uno studio in cui si sottolinea come un gruppo di enzimi noti con la sigla HMGF (idrossi flavononi glutaril metile) possono contrastare l’azione dannosa di alcune proteine ritenute essere causa di malattie cardiache.

I ricercatori calabresi, supportati di seguito da altri studi nazionali ed internazionali, hanno pubblicato i risultati dello studio sul Journal of Functional Foods, dimostrando come il bergamotto, il succo, è una valida alternativa naturale alle statine nel controllare il colesterolo LDL, senza tuttavia gli effetti collaterali dei noti farmaci.

I test condotti per confrontare gli effetti delle statine e degli enzimi HMGF sul colesterolo in generale hanno mostrato che il bergamotto ha funzionato altrettanto bene. Non solo gli enzimi dell’agrume hanno ridotto i livelli di colesterolo LDL, ma hanno aumentato quelli del colesterolo HDL, o buono.

«Il colesterolo alto – scrivono gli scienziati – è un problema di salute comune per tutti noi, e spesso le statine sono prescritte per contribuire a trattare la condizione. L’estratto di bergamotto riduce il colesterolo totale e livelli di LDL, ma ha mostrato di aumentare i livelli di HDL».

«Pertanto – aggiungono gli scienziati – un supplemento giornaliero di estratto del frutto bergamotto potrebbe essere molto efficace per il trattamento del colesterolo alto».

Il bergamotto ha una profumazione intensa, il suo olio essenziale viene utilizzato storicamente per aromatizzare alcune bevande e soprattutto impiegato nei prodotti cosmetici. E’ un agrume prezioso per le sue proprietà benefiche: è ricco di flavonoidi, molecole antinfiammatorie studiate per la loro azione positiva sul sistema cardiovascolare, sulla regolazione del colesterolo e come potenziali antitumorali.

Il bergamotto vanta una tradizione popolare assai viva, la sua scorza è edibile, ed è anch’essa ricca e preziosa: è ricca di fibra, calcio, potassio, vitamina C e, non da ultimi, limonoidi e limonene, molecole studiate per le loro proprietà antinfiammatorie. Il bergamotto è un rimedio per molti disturbi, tra cui la caduta dei capelli, la forfora, le malattie della pelle e le ferite (con le varie formulazioni dell’olio essenziale), oltre che come rimedio antisettico, antibatterico e contro la bronchite.

Consigliamo per tracciabilità di filiera e formulazione il Bergasterol, 100% succo di bergamotto jonico, acquistabile in farmacia e erboristeria o anche su internet http://www.bergasterol.it

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Agricoltura e Ambiente, ok se Blu

L’Agricoltura Blu è un’agricoltura conservativa, innovativa, rispettosa dell’ambiente, in una parola è l’agricoltura dolce.

Politiche agricole sostenibili

Le nuove linee di politica agricola comunitaria hanno sancito il nuovo ruolo da affidare all’agricoltura in Europa: produrre alimenti più sani e di qualità, nel rispetto della salute dei consumatori, salvaguardando le risorse dell’ambiente e del territorio che essa utilizza e con cui interagisce.

Consumo del suolo e agricoltura conservativa

Consumo del suolo e agricoltura conservativa

Una delle principali cause  di degradazione del suolo è l’erosione idrica superficiale accelerata nei suoli agricoli, è un fenomeno che si manifesta in modo evidente e con continuità.

Mater Macc per l'agricoltura conservativa

L’agricoltura Blu si applica con MaterMacc

La MaterMacc produce seminatrici pneumatiche di precisione per le colture tradizionali, per gli ortaggi a pieno campo e sotto serra, seminatrici pneumatiche da grano, sarchiatrici interfilari

Fornitore di: Macchine agricole per la preparazione del suolo | macchine per l’agricoltura conservativa | concimatori | apparecchiature elettroniche per l’irrigazione | agricoltura e silvicoltura – macchine ed accessori | seminatrici per cereali | seminatrici | spandiconcime | seminatrici meccaniche | sarchiatrici | seminatrici pneumatiche

Agricoltura Blu, la riscoperta ecologica

L’agricoltura nel prossimo decennio sarà eco-sostenibile e costituirà il vero banco di prova per le aziende agricole. Gli effetti della cosiddetta agricoltura blu si basano su un insieme di tecniche di lavorazione dei terreni a minimo impatto ambientale è una presa di coscienza oltre un notevole vantaggio economico scommettere che  su questo tipo di agricoltura in Italia. Ciò è particolarmente urgente in un’epoca in cui sia le istituzioni sia i cittadini chiedono agli imprenditori agricoli un impegno forte verso produzioni realizzate nel pieno rispetto dell’ambiente e dei cicli naturali”.

ABC dell’Agricoltura Blu

Non manca mai la necessità di ribadire il concetto di Agricoltura Blu, in questo articolo ci soffermiamo con dei brevi cenni e concetti sull’argomento. Ulteriori informazioni al 3348002030 o su info@asmedia.it

Innovazione agricola

Innovazione agricola.
La Agricoltura Blu rappresenta una realtà avanzata ed innovativa diffusa ormai in molti paesi del mondo, in particolare negli Stati Uniti, Brasile, Argentina ed in Australia, interessando una superficie di oltre 100 milioni di ettari. Si tratta di un sistema di gestione agronomica del suolo che ne altera il meno possibile la composizione, la struttura e la biodiversità naturale, così da evitarne la degradazione, l’erosione ed il compattamento. La Agricoltura Blu include la semina diretta/senza lavorazione, con lavorazione ridotta/minima e l’adozione di sistemi colturali di copertura annuale e/o perenne, contrapponendosi alle tecniche in uso nell’agricoltura convenzionale.
L’Agricoltura Blu è quindi in grado di raccogliere la nuova sfida strategica lanciata dall’Unione Europea per contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità delle risorse idriche.

Istituto Jager

L’Istituto Jager è la Struttura della ASMEDIA che intende raggruppare coloro che praticano l’Agricoltura Blu, tecnici, agricoltori, sperimentatori, costruttori, contoterzisti, società produttrici di mezzi tecnici e si occupa a diversi livelli di promuovere la conoscenza e l’applicazione delle tecniche di agricoltura conservativa. Info su www.jager.it mail info@asmedia.it

Vantaggi e svantaggi su pratica Agricoltura Blu

Vantaggi

Dall’applicazione dell’Agricoltura Conservativa derivano molti vantaggi, alcuni dei quali (aumento delle rese, della biodiversità, ecc.) diventano evidenti quando il sistema si stabilizza.

• Le riserve di carbonio organico, l’attività biologica, la biodiversità aerea e sotterranea e la struttura del suolo, riscontrano tutte un miglioramento. Una maggiore attività biologica porta alla formazione di macrobiopori ben connessi ed essenzialmente verticali, che aumentano l’infiltrazione dell’acqua e la resistenza del suolo alla compattazione. Il degrado del suolo – in particolare, l’erosione e il ruscellamento – diminuisce notevolmente, portando spesso a un incremento delle rese. Una minore perdita di suolo e di nutrienti, unitamente a una più rapida degradazione dei pesticidi e a un maggior adsorbimento (determinato da un aumento del contenuto di sostanza organica e dell’attività biologica) comporta a sua volta un miglioramento della qualità dell’acqua. Le emissioni di anidride carbonica (CO2) diminuiscono a seguito del ridotto utilizzo di macchinari e del maggiore accumulo di carbonio organico. Le pratiche di agricoltura conservativa potrebbero sequestrare tra i 50 e i 100 milioni di tonnellate di carbonio l’anno nei suoli europei, l’equivalente delle emissioni prodotte da 70-130 milioni di automobili.

• I costi di manodopera ed energia relativi alle operazioni di preparazione e sarchiatura dei terreni diminuiscono notevolmente.

• La necessità di fertilizzanti e gli interventi per il recupero dei terreni diminuiscono.

Svantaggi

• Generalmente occorre un periodo di transizione di 5-7 anni prima che un sistema di agricoltura conservativa raggiunga l’equilibrio. Nei primi anni si può assistere a una riduzione delle rese.

• Se non vengono presi in considerazione i fattori stagionali, l’uso inappropriato di sostanze chimiche può aumentare il

rischio di lisciviazione dovuto al più rapido movimento dell’acqua attraverso i biopori.

• Qualora le rotazioni e/o le varietà colturali e la copertura del suolo non vengano adeguate a livelli ottimali, può essere necessario ricorrere ad una maggiore quantitá di sostanze chimiche per controllare le erbe infestanti e i parassiti.

• Nel periodo di transizione, le emissioni di protossido di azoto (N2O) aumentano.

• Gli agricoltori devono effettuare un investimento iniziale in macchinari specializzati e devono poter accedere, a costi ragionevoli, alle sementi di colture intercalari adattate alle condizioni locali.

• Gli agricoltori devono ricevere una formazione esaustiva e devono avere accesso a servizi di consulenza agronomica specializzati. Rispetto all’agricoltura tradizionale, è necessario un radicale cambio di impostazione.

ulteriori informazioni su info@asmedia.it